I migliori giochi didattici per bambini

Cos’è un gioco didattico? Come possiamo sostenere i bambini nel loro sviluppo? 
Con questo articolo vogliamo presentarvi i migliori giochi didattici per bambini, un modo divertente per imparare senza accorgersene.

I giochi didattici non sono solo una fonte inesauribile di divertimento ma -soprattutto- sono uno stimolo per il bambino a sviluppare le proprie capacità psicomotorie e cognitive e a sperimentare le competenze sociali. 

Questi giochi si definiscono “educativi” perché supportano il piccolo durante lo sviluppo e il miglioramento delle proprie capacità… semplicemente… giocando.

Come scegliere i migliori giochi didattici per bambini?

Giochi didattici per bambini: qualità nei materiale e nei contenuti 

Dalla piramide in legno ai kit sperimentali per bambini più grandi, ci sono due aspetti da tenere in mente quando si sceglie un gioco didattico: la qualità dei materiali e quella dei contenuti. 
I giochi didattici per bambini rimangono nel tempo e non sono sottoposti a mode e tendenze del momento. 

Sono quei giochi che si conservano in soffitta per i fratelli o persino per i nipoti…
Già, perché non si rompono, perché piacciono a tutti i bambini, indipendente dall’anno di produzione e perché -magari- riportano anche i genitori ai ricordi della propria infanzia.

I giochi didattici per bambini non hanno bisogno di tanti accessori: è il bambino al centro del gioco. 
Questo tipo di giochi, semplicemente, stimola la curiosità dei piccoli, la loro voglia di scoprire, creare…
…e tutto questo, inconsapevolmente e per gioco, stimola e aiuta a sviluppare abilità psicomotorie e cognitive.

Giochi didattici adatti all’età

Non è difficile scegliere il gioco educativo o didattico per il vostro bambino o la vostra bambina. 
L’importante è sceglierlo adatto all’età.

Qualche volta può capitare a noi genitori di tendere a comprare giochi adatti a bambini leggermente più grandi per far si che il gioco duri nel tempo. 
Ma se il bambino non è pronto, questo potrebbe portare a facili frustrazioni e all’abbandono del gioco.

I giochi didattici per bambini sono meravigliosi e non on bisogna, anzi non si deve insegnare come funzionino. 
Sarà il piccolo curioso a scoprire e scegliere come voler giocare. 

Ricordiamoci sempre bene: non esiste un modo GIUSTO di giocare. 
Per un bimbo giocare è sperimentare e imparare, questo è il suo modo di scoprire il mondo che gli gira intorno.

Con il gioco si impara per la vita

Avete presente i bambini che si costruiscono una tana con le coperte o che inventano un gioco di ruolo con gli amici? Oppure quelli che salgono sugli alberi, giocano a uno due tre stella o a indovinello? 
Tutti i giochi hanno qualcosa da insegnare ai nostri piccoli esploratori: competenze sociali di gruppo, spirito di squadra… 
Ma anche memoria, capacità motorie e competenze cognitive…

Un bambino apprende più facilmente se si diverte

Infine -ma non in ordine di importanza- ricordate anche che il gioco deve divertire. 
Esatto, perché anche il gioco didattico o educativo, se non diverte, non insegna proprio niente. 

Quando acquistate un gioco educativo, non dimenticate mai il fattore divertimento. Perché un gioco deve essere divertente, libero e appassionante. Lo scopo didattico emergerà da solo giocando ma deve rimanere in secondo piano, altrimenti a giocare si rischia di non iniziare nemmeno…

I migliori giochi didattici per bambini

Come già scritto sopra, non mettete in difficoltà i vostri piccoli regalando giochi non adatti alla loro età. 

Noi -per farvi un esempio- abbiamo fatto l’errore di regalare il bellissimo set Geomag ai nostri bambini quando avevano 4 anni. 
Geomag è un gioco di costruzioni magnetico costituito da barrette e sfere metalliche con cui si possono creare anche piccole opere d’arte. 
Purtroppo i nostri piccoli 4-enni dopo aver studiato per 5 minuti barrette e sfere e dopo aver attaccato a tutte le barrette una sfera, si sono stufati e -per molti mesi- non hanno più voluto giocare con quello che per noi è uno dei giochi di costruzioni più belli e creativi al mondo. 

Solo oggi che hanno quasi 6 anni si sono appassionati a Geomag. 
Perché riescono a costruire dadi, casette, torri e tanto altro con delle semplicissime barrette e sfere. 

Per facilitare la vostra scelta, abbiamo elencato qua sotto i migliori giochi didattici per bambini divisi per età.

I migliori Giochi didattici per bambini da 0 – 2 anni

A questa età i bambini scoprono il mondo attraverso il gioco. 
Generalmente noi preferiamo giochi in legno con colori atossici, visto che i 2-enni assaggiano l’universo intorno a loro con la bocca. 
Questo però non è difficile: la maggior parte dei giochi didattici ed educativi per bambini sono in legno e trattati con materiali adeguati. 

Come prevenire l’influenza

Pioggia, freddo, temperature scese drasticamente… Tutto è pronto per l’arrivo della stagione invernale e, come sempre, in agguato influenza, malattie da raffreddamento, febbre. Ecco come cercare di prevenirli evitando farmaci e cure omeopatiche

Prevenire le influenze stagionali, il raffreddore, i disturbi respiratori – sempre in agguato e pronti a colpire durante i mesi invernali ormai alle porte – è possibile, seguendo alcune semplici regole e norme igieniche di comportamento e attraverso una dieta precisa finalizzata a rafforzare le difese immunitarie dell’organismo.
Ecco, dunque, alcuni consigli per non incappare nei fastidiosi malanni del periodo (tenendo presente che i bambini che frequentano comunità allargate – asili, scuole, palestre, piscine… – sono, naturalmente, più a rischio a prescindere da quelli che sono i comportamenti e le norme tenuti in casa).

EVITARE GLI SBALZI DI TEMPERATURA
Il classico colpo d’aria, in realtà, non esiste. Non ci si ammala per l’aria fredda o le basse temperature. Altrimenti in Alaska sarebbero tutti sempre malati. È vero, però, che il passaggio dal caldo (delle abitazioni o degli ambienti chiusi) al freddo dell’esterno provoca una specie di sospensione del sistema di pulizia delle vie aeree, favorendo il ristagno nel naso, nella gola e nei bronchi di virus e batteri, responsabili, il più delle volte, di infezioni alle prime vie respiratorie.
Per ovviare al problema sarebbe sufficiente non tenere i riscaldamenti in casa eccessivamente alti (mai più di 22°), avendo cura di vestirsi e svestirsi quando si entra ed esce dai negozi, i centri commerciali, i supermercati.

  

EFFETTUARE UN CORRETTO E FREQUENTE LAVAGGIO NASALE
Per prevenire raffreddore e riniti è fondamentale utilizzare una soluzione nasale specifica, indispensabile per tenere pulite le fosse nasali, per filtrare l’aria in modo che giunga ai polmoni sempre con la stessa velocità, umidità e temperatura (37°) e per proteggere l’organismo da virus e batteri.
Un corretto lavaggio nasale, indispensabile per garantire ai bambini non ancora in grado di soffiarsi il naso da soli e ai lattanti un migliore stato di salute, è preferibile che sia effettuato con un prodotto specifico che rispetti il PH della mucosa nasale.
Dopodiché, sarebbe bene che questa “pratica igienica” (perché di questo si tratta) diventasse un’abitudine e un gesto quotidiano tra la mamma e il bambino.
ARIEGGIARE STANZE E LOCALI ALMENO DUE VOLTE AL GIORNO
Aprire le finestre, anche durante la stagione fredda, per far cambiare l’aria, è fondamentale per diluire la quantità di virus presenti nell’ambiente. Questo vale, soprattutto, per gli ambienti affollati (aule scolastiche, palestre, piscine e palestre laddove possibile, negozi…).

 
LAVARSI SPESSO LE MANI
È la prima norma igienica che andrebbe rispettata, sempre e comunque. Anche se, purtroppo, non sempre viene messa in pratica. Ma lavarsi bene le mani con il sapone, in particolare prima dei pasti e di andare a dormire e dopo avere frequentato luoghi affollati (mezzi pubblici, scuole, ospedali, negozi, centri commerciali…) dovrebbe essere una norma valida sempre e a qualsiasi età.

 
PER QUANTO POSSIBILE, PRATICARE ATTIVITÁ ALL’APERTO
Sebbene la tendenza durante la stagione fredda sia quella di chiudersi in casa e di chiudere in casa i bambini, in realtà nulla vieta di praticare attività fisica all’aperto purché adeguatamente coperti e protetti. Sì, quindi, a sport come calcio, corsa, sport di montagna… Le basse temperature, infatti, attivano il sistema circolatorio e attivano in modo naturale il sistema immunitario che, in questo modo, si mette in uno stato di allerta.

 
AUMENTARE LE DIFESE IMMUNITARIE A TAVOLA CON UNA DIETA AD HOC
Scegliere frutta e verdura di stagione non è importante solo per questioni ambientali ed economiche, ma anche per proteggere il proprio organismo dagli eventuali problemi nascosti nella stagione in corso. Non tutti, per esempio, sanno che frutta e verdura tipici dei mesi invernali, spesso molto ricchi di vitamina A, sono fondamentali per innalzare le difese immunitarie aiutando l’organismo a difendersi dai malanni stagionali. Sì, quindi, a carote, zucca, spinaci, ravanelli, broccoli, cavoli… che, tra l’altro, consumati crudi, sono anche ottimi antibatterici. Frutti quali kiwi, arance, clementine… sono ricche di vitamina C, fondamentale per contrastare malattie respiratorie e da raffreddamento e per migliorare la capacità di assorbimento del ferro da parte dell’organismo.

Come trattare la pelle grassa e impura

La pelle grassa e impura colpisce un gran numero di persone tra adolescenti e adulti e a caratterizzare questo tipo di pelle è l’eccessiva produzione di sebo che la fa apparire oleosa, lucida e spessa. Per ritrovare il suo naturale equilibrio ha bisogno di un’azione mirata. Ricorda sempre che una corretta pulizia del viso è alla base di una pelle sana, elastica e tonica. A maggior ragione se col tempo (capita più spesso di quanto si creda) la pelle diventa più grassa e impura. Ma non è necessario correre ogni settimana dall’estetista, anzi, non c’è nulla di più facile che renderla un passaggio fondamentale della tua beauty routine con i prodoti giusti. Direttamente a casa tua.

L’importanza dello scrub
Ed ecco gli altri passaggi da tenere presente se vuoi trattare la pelle grassa: dopo una buona detersione c’è senza dubbio un trattamento esfoliante che la leviga favorendo l’eliminazione delle cellule dello strato più superficiale, in questo modo la produzione di quelle nuove ti regala un aspetto più giovane e fresco.  Ma se i peeling, a base di acido glicolico o acido salicilico vengono eseguiti sempre da professionisti proprio per l’alta concentrazione di sostanze chimiche, si può ottenere un perfetto effetto levigante per la pelle del viso anche con un “semplice” scrub che sfrutta tutta la potenza dei microgranuli. Questi ultimi sfregandosi tra di loro, rimuovono le cellule ormai alla fine del loro ciclo di vita. Alcuni prodotti sono in grado non solo di esfoliare la pelle, ma anche di detergerla purificando i pori.

Via libera alle maschere purificanti
Se oltre ad essere impura, la tua pelle è anche sensibile, ti capiterà spesso di essere combattuta tra due esigenze: quella di procedere ad una purificazione profonda, per rimuovere eventuali inestetismi, e quella di preservare il suo fragile equilibrio. Trovare la giusta formula non è sempre facile e occorre fare molta attenzione a rispettare il viso e le sue caratteristiche. Ecco perché una volta ogni 15 giorni è bene puntare su una maschera purificante (se la tua pelle è molto grassa puoi considerare un trattamento settimanale): deve essere però visto come una coccola, un momento da dedicare a noi stesse e alla nostra bellezza, non come un dovere!

La formula giusta?
La funzione di una maschera purificante è quella di eliminare le impurità ma niente formulazioni troppo strong o complicate che, al contrario, potrebbero irritarla. Gli acidi grassi contenuti al loro interno non appesantiscono la pelle come erroneamente si è portati a credere, ma al contrario sono in grado di aumentare le difese delle barriere cutanee, oltre ad essere fortemente emollienti e nutritivi. Perfette quindi le comode formule 3 in 1 che abbinano la delicatezza di un detergente all’efficacia dello scrub e alla forza della maschera: questi cosmetici di ultima generazione riducono la visibilità dei punti neri e ne prevengono la ricomparsa. Un prodotto che svolge questa triplice funzione è Pure ACTIVE Intensive Gel 3 in 1 Anti-punti neri di Garnier SkinActive.

Si tratta di prodotti innovativi particolarmente indicati per pelli grasse con impurità che grazie agli ingredienti di origine naturale contenuti, come l’acido salicilico, potente antibatterico, il carbone vegetale ultra-assorbente e l’estratto di mirtillo purificano intensamente donando luminosità alla pelle.

Assolutamente da provare!

sintomi della bronchiolite nel neonato e nel bambino. Come si cura?

Raffreddore, tosse e respirazione affannosa, nei bambini molto piccoli possono essere i tratti distintivi della bronchiolite
Si tratta di un’infezione virale che coinvolge la parte finale dei bronchi, i cosiddetti bronchioli terminali, provocandone l’infiammazione e la congestione.
Colpisce i bambini di età inferiore a 2 anni con la maggior parte dei casi che si verificano nel primo anno di vita (in alcuni casi si parla di bronchiolite del neonato).
 

Cause della bronchiolite

Il contagio è dovuto a un virus, così come avviene per un banale raffreddore, con cui condivide la stagionalità: il periodo dell’anno di massima diffusione per la bronchiolite è, infatti, quello invernale, da novembre a marzo.
Il virus respiratorio sinciziale (VRS) rappresenta la principale causa per la bronchiolite ma possono essere coinvoltianche altri virus tra cui quelli influenzali, parainfluenzali, gli adenovirus e i metapneumovirus.
Questi microrganismi nella maggior parte dei bambini più grandi e negli adulti non danno altro che un banale raffreddore o sintomi influenzali; nel bambini molto piccoli invece possono essere capaci di scatenare la bronchiolite dei neonati.

Sintomi della bronchiolite

I sintomi della bronchiolite sono molto simili a quelli di un raffreddore– naso chiuso, muco e starnuti- ma la bronchiolite ha un decorso veloce e degenera in pochissime ore. A volte ne bastano 2 o 3 perché il respiro si faccia affannoso, accelerato e rumoroso conparticolari fischietti o sibili, accompagnati da tosse.

Bronchiolite: la diagnosi

Per la diagnosi della bronchiolite è sufficiente un’accurata visita pediatrica magari completata dalla misurazione della saturazione di ossigeno al ditino.
Tenendo conto dell’età del piccolo, della stagionalità dei virus e del riscontro dei segni di fatica respiratoria, è possibile diagnosticare la  bronchiolite e prescrivere una terapia adeguata.
La radiografia può rendersi utile quando il quadro è particolarmente severo o non vi sono segnali di miglioramento oppure quando c’è un fondato sospetto di complicanze respiratorie, come ad esempio una polmonite, per cui si renda necessario iniziare ulteriori terapie.

La cura per la bronchiolite

Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni grazie a qualche attenzione in più da parte di mamma e papà. Si tratta della cura più efficace per la bronchiolite.
Le raccomandazioni sono semplici: tenere libero il naso tramite adeguati lavaggi e aspirazioni e assicurarsi che il piccolo si alimenti e si idrati per bocca normalmente. Il ricovero in ospedale è raro ed è richiesto solo per i casi più gravi.

SOS risparmio: 4 consigli pratici per spendere meno

In una famiglia le spese da sostenere sono davvero tante e, se non si sa come tagliare i vari sprechi e limitare i relativi costi, le conseguenze alla fine di ogni mese non possono che essere negative. Come imparare l’arte del risparmio? Provate a seguire questi semplici consigli.

1) Attenzione al consumo di gas

In ogni casa è la bolletta del gas quella più temuta in assoluto, eppure per limitare le spese basterebbe qualche piccola accortezza. Mentre cuciniamo, ad esempio, dovremmo sempre scegliere il fornello adatto alla grandezza della pentola che stiamo utilizzando: usarne uno più grande non velocizzerà la cottura ma ci farà consumare una quantità maggiore di gas. Anche sul riscaldamento a volte tendiamo a esagerare (sapevate che anche un solo grado in più in casa fa lievitare la bolletta?) e in questo caso la scelta del fornitore diventa fondamentale; sempre a questo proposito può essere utile anche approfondire i fattori che influenzano il costo del gas metano su Facile.it, per capire meglio da cosa dipendono le varie voci di costo.

2) Lavaggi solo a pieno carico

Quante volte capita di avviare la lavatrice con il cestello riempito per metà solo perché ci servono alcuni vestiti? Si tratta di un’abitudine che va contro il nostro portafogli ma anche contro l’ambiente, se si considerano i consumi idrici ed elettrici legati all’uso di questo elettrodomestico. Cercate quindi di arrivare sempre a pieno carico prima di avviare un lavaggio, ma attenzione anche al caso opposto: non riempite troppo il cestello, perché in questo caso i capi inseriti non avrebbero lo spazio per igienizzarsi correttamente. Lo stesso vale per la lavastoviglie, naturalmente; in questo caso sarebbe meglio togliere tutti i residui di cibo da piatti e posate prima di inserirli, per evitare che si creino cattivi odori in attesa di riempire il carico.

3) No agli scaffali centrali

Noi mamme lo sappiamo bene: la spesa alimentare rientra decisamente tra le voci che pesano di più sul bilancio di fine mese. Per evitare di spendere più soldi del dovuto, quindi, è bene essere preparate e non fare errori da principianti come mettere nel carrello i prodotti posizionati in modo tale da essere più a portata di mano. A meno che non ci siano delle offerte in corso, infatti, gli scaffali centrali dei supermercati ospitano i prodotti delle marche più note e, di conseguenza, presentano di solito dei prezzi piuttosto alti. La soluzione sta quindi nel puntare sui prodotti che si trovano sugli scaffali in alto o in basso: è qui che troverete le occasioni migliori.

4) Guerra agli avanzi!

Quante volte capita di esagerare con la quantità di cibo e finire per cucinare per un esercito invece che per le solite tre o quattro persone, finendo per far andare a male il cibo avanzato? Per non sprecarlo inutilmente bisogna quindi prima di tutto cucinare le quantità giuste, ricordando di pesare gli ingredienti invece di dosarli “a occhio”, e poi provare a riciclare gli avanzi, nel caso ce ne siano: le ricette che possono essere d’aiuto per usare gli avanzi di cibo in modo intelligente e creativo sono davvero tantissime e il web in questo è un ottimo alleato.

Olio di cocco proprietà e benefici

La sua particolare composizione, conferisce all’olio di cocco proprietà importanti, che vanno dallo stimolare il metabolismo fino al combattere virus e batteri. Inoltre può essere un’importante alleato nella cura del corpo avendo proprietà idratanti e di protezione.
Vediamo in dettaglio tutti i benefici dell’olio di cocco:
Aiuta a bruciare più calorie

È stato dimostrato che i trigliceridi a catena media, di cui, come abbiamo visto, l’olio di cocco è ricco, hanno l’effetto generale di stimolare il metabolismo a funzionare più velocemente e quindi a bruciare più calorie. È stato calcolato che un consumo giornaliero di 15-30 gr. di trigliceridi a catena media aumenti il dispendio energetico del 5%, per un totale di circa 120 Kcal bruciate al giorno. 

Aiuta perdere grasso, soprattutto quello addominale

Proprio perché stimola il metabolismo, l’olio di cocco può essere un’importante alleato per chi vuole perdere peso: uno studio del 2009 ha dimostrato che il consumo nelle donne di 30ml (3 cucchiai) di olio di cocco al giorno per 12 settimane non solo non causa aumento di peso, ma determina anche una riduzione del grasso addominale o viscerale, un tipo di grasso molto pericoloso e difficile da perdere, che contribuisce a maggiori problemi cardiaci. Tenete presente che questa proprietà dell’olio di cocco non aiuta solo gli essere umani ma anche i nostri amici a 4 zampe!

Riduce appetito , favorendo la sazietà

Un’altra caratteristica interessante dell’olio di cocco è che può ridurre il senso di fame, aumentando il senso di sazietà e facilitando in questo modo il controllo del peso. Questo sembra essere dovuto all’azione dei corpi chetonici che si formano nel fegato a seguito della trasformazione degli acidi grassi a catena media.

Contrasta la steatosi epatica ed ha effetti epatoprotettivi

L’olio di cocco fa bene al fegato. In virtù della sua capacità di ridurre i livelli di trigliceridi e colesterolo e migliorare la risposta glicemica, quest’olio ha dimostrato avere effetti protettivi nei confronti del fegato, migliorando le condizioni di quest’organo anche in caso di steatosi (il cosiddetto “fegato grasso”).

Mantiene in salute il cuore

Molti studi hanno dimostrato i benefici dell’olio di cocco sul sistema cardiovascolare. Il regolare consumo di olio di cocco, infatti, riduce i rischi cardiovascolari grazie alla diminuzione dei livelli di colesterolo totale, cattivo (LDL) e trigliceridi, mentre, aumentando i livelli di colesterolo buono (HDL) agirebbe come potente antiossidante e antistress.

L’olio di cocco ha proprietà antimicrobiche

Grazie all’azione dell’acido laurico (che costituisce circa il 50% degli acidi grassi dell’olio di cocco) e al monogliceride monolaurino, l’olio di cocco protegge dall’attacco di virus e batteri e può anche contribuire a combattere i lieviti, i funghi e la candida.

Mantiene in salute il cervello

Numerosi studi sono stati focalizzati sul potenziale ruolo preventivo e curativo dell’olio di cocco sui disturbi neurodegenerativi e sul rafforzamento delle funzioni cognitive in generale. I trigliceridi a catena media presenti nell’olio vergine di cocco possono essere rapidamente metabolizzati producendo corpi chetonici, utili nel trattamento di varie patologie neurologiche. In particolare, si è visto un miglioramento immediato della funzionalità cerebrale in pazienti con forme lievi di malattia di Alzheimer. Anche le proprietà antiossidanti di quest’olio potrebbero essere d’aiuto nel trattamento di questi disordini.

Proprietà antiossidanti dell’olio di cocco

Vari studi scientifici dimostrano le proprietà antiossidanti dell’olio di cocco, che sembra sia in grado di proteggere le cellule dai fattori che promuovono i processi ossidativi e quindi l’invecchiamento e la morte cellulare. L’olio di cocco è infatti ricco di polifenoli quali acido cumarico, acido ferulico e caffeico. 

Effetti antinfiammatori per la pelle

Gli effetti antinfiammatori dell’olio di cocco sulla pelle sono stati ampiamente studiati. Da numerosi studi scientifici si è visto che questo olio e la sua variante ottenuta in laboratorio tramite ripetuti effetti fermentativi, se applicati sulla pelle sono in grado di proteggere lo strato corneo dell’epidermide poiché inducono la stessa epidermide alla produzione di molecole antinfiammatorie. Questa proprietà è da attribuire ai polifenoli contenuti in quest’olio

Olio di cocco per la cura del corpo

Altra particolarità, l’olio di cocco è un meraviglioso idratante per la pelle e per i capelli in quanto ha una buona quantità di vitamina E, un antiossidante molto protettivo. Studi su persone con pelle secca mostrano che l’olio di cocco può migliorare il tasso di umidità e il contenuto lipidico del derma.
Un’altra applicazione per la cura del corpo è come collutorio: l’olio di cocco può infatti uccidere alcuni dei batteri nocivi nella bocca, migliorare la salute dentale (si può utilizzare al posto del dentifricio in quanto ha anche un potente effetto sbiancante e anti-macchia) e ridurre l’alito cattivo.
In ultimo, può essere utilizzato come protezione solare per i capelli, utile nel ridurre i danni dei capelli, bloccando circa il 20% dei raggi solari ultravioletti.

Olio di cocco vergine: consigli d’uso È possibile utilizzare l’olio di cocco vergine in cucina sia per condire i nostri piatti a crudo, sia in cottura. L’olio di cocco, infatti, ha un punto di fumo abbastanza alto e si presta quindi a cotture ad alte temperature. Lo si può utilizzare anche per condire insalate, piatti freddi o anche negli impasti dei dolci, visto il sapore particolarmente delicato. Inoltre lo si può sciogliere in una tazza di tè o in un frullato di frutta fresca. Un’ulteriore idea per usare questo alimento è quella di spalmarlo sul pane al posto del burro, in questo caso è però necessario tenere l’olio a temperatura ambiente inferiore ai 25 gradi, in modo tale da solidificarlo. Ricordiamo infatti che al di sotto dei 25 gradi l’olio di cocco solidifica. Per un consumo alimentare, naturalmente, è consigliato l’olio di cocco vergine e non quello raffinato, che ha subìto processi di sbiancamento e deodorazione. La quantità consigliata da utilizzare giornalmente è di circa 30 grammi, ma bisogna tener conto che, essendo un olio, se intendiamo consumarlo con una certa regolarità, dovrà in parte o totalmente sostituire ogni altro condimento grasso che di solito utilizziamo, altrimenti sia le calorie della nostra dieta, sia la quantità di acidi grassi saturi saliranno notevolmente, eccedendo così il quantitativo giornaliero raccomandato.

Olio di cocco : controindicazioni

L’utilizzo dell’olio di cocco non ha particolari controindicazioni l’importante è non esagerare, si tratta pur sempre di un grasso, in buona parte saturo. Nella nostra dieta, infatti, non dovremmo assumere più del 10% di grassi saturi! Come abbiamo anticipato sopra, per avere benefici gli studi parlano di 2 cucchiai al giorno. La qualità che va scelta per il consumo alimentare è esclusivamente extravergine, si tratta di un olio di cocco ottenuto per spremitura a freddo, non raffinato, non deodorato, non decolorato; tutte queste caratteristiche garantiscono un alto contenuto di acido laurico e la conservazione delle vitamine come la E. Inoltre, ricordatevi che se utilizzate quest’olio regolarmente per la cura del corpo è preferibile scegliere un olio di cocco extravergine biologico, per ridurre l’assorbimento di tossine e pesticidi.

pesticidi. Curiosità L’olio di cocco è solido a temperature inferiori ai 25 °C e va conservato al buio, meglio se fuori dal frigorifero. Ha anche un’ottima resistenza al calore, cosa che lo rende un grasso particolarmente indicato nelle cotture ad alte temperature anche se di certo non è fra gli oli più economici da utilizzare! Ma con un po’ di fai da te è possibile autoprodurlo in casa con pochissimi strumenti a partire dalla farina di cocco o dalla polpa della noce di cocco.