Caffè, non aumenta rischio tumore ma ha effetti sul cuore

Bere tanto caffè non espone al rischio di cancro, ma aumenta la probabilità di andare incontro a problemi cardiaci.

Queste sono le conclusioni di due recenti studi australiani, che hanno preso in esame un ampio campione di individui. Il primo, i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine della rivista International Journal of Epidemiology, ha analizzato la situazione clinica di oltre 300.000 individui avvezzi al consumo di caffè, con lo scopo di individuare una correlazione tra il consumo della suddetta bevanda e l’insorgenza di tumori.

Per ottenere i risultati finali, l’equipe di ricercatori del Queensland Institute of Medical Research che ha condotto la ricerca ha preso in esame diversi studi di natura osservazionale, servendosi della tecnica di randomizzazione mendeliana. Gli esiti hanno portato alla luce il fatto che l’abitudine di bere caffè non è collegata né a particolari rischi, né a benefici degni di nota.

Il Dottor Stuart MacGregor, principale firmatario della ricerca, ha affermato che, indipendentemente dai composti che contiene, il caffè non è in alcun modo correlato a un maggior rischio di cancro. Sempre MacGregor ha sottolineato che il ricorso alla randomizzazione mendeliana, approccio di natura genetica, è servito per inquadrare in maniera ancora più certa la mancanza di correlazioni.

Questa conclusione è in linea con quanto ufficializzato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nell’estate 2016, con una “sentenza di assoluzione” per la bevanda più apprezzata al mondo – se ne consumano circa 3 miliardi di tazzine ogni giorno a livello globale – a seguito del lavoro di un pool di più di 20 esperti.

Il secondo studio, portato invece avanti da un’equipe di studiosi attiva presso la University of South Australia e pubblicato sulle pagine del sito ufficiale dell’ateneo, ha monitorato la situazione clinica di un campione di circa 350.000 individui di età compresa tra i 37 e i 73 anni. Nello specifico, è stata analizzata l’attività del gene Cyp1a2, coinvolto nel metabolismo della caffeina.

Gli esiti hanno messo in evidenza un rischio più alto del 22% circa di incorrere in malattie cardiache tra chi ha l’abitudine di assumere dai 3 ai 6 caffè al giorno. Superando questo dosaggio, aumenta infatti la probabilità di incorrere in problemi di pressione alta, tra i principali fattori di rischio cardiovascolare.

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Cibi speciali che accendono la passione

Tra cibo e sesso c’è un legame molto profondo. A dimostrarlo, ci pensa l’esistenza di numerosi alimenti che stimolano la passione.

L’elenco è davvero molto ampio e, come ricordato dagli esperti di Humanitas, comprende alimenti come i semi di sesamo, ma anche l’avocado (ricco di grassi omega 3 benefici per la salute del cuore), le patate dolci, le mandorle. Anche l’universo della frutta è particolarmente interessante per chi vuole migliorare la propria vita sessuale partendo da quello che mette nel piatto. In questo caso, è impossibile non ricordare le fragole, che hanno un posto d’onore nell’immaginario erotico, ma anche la dissetante anguria e le banane.

A rendere gli alimenti appena ricordati degli ottimi alleati dell’intimità di coppia ci pensa la presenza di diverse sostanze. Tra queste, è possibile citare la vitamina E, presente soprattutto nelle mandorle. Degni di nota sono anche gli acidi grassi che troviamo sia nelle mandorle sia nell’avocado e che aiutano tantissimo l’attività degli ormoni sessuali.

Nel caso dei semi di sesamo, è fondamentale ricordare la presenza di zinco, elemento che rappresenta un eccellente ausilio alla produzione di testosterone. Ricche in zinco sono anche le ostriche, il cui potere afrodisiaco, soprattutto per gli uomini, è noto da secoli (i suoi benefici per l’attività sessuale sono stati decantati dal seduttore italiano per eccellenza, ossia Giacomo Casanova).

Da non dimenticare è poi il cioccolato che, favorendo la secrezione di serotonina, è eccellente quando si tratta di stimolare le sensazioni di piacere. Come già ricordato, l’elenco dei cibi che aiutano a risvegliare la passione è molto lungo. Passarli in rassegna significa citare per forza di cose anche il ginseng, che stimola la circolazione ematica favorendo l’erezione maschile.

Per avere una vita sessuale soddisfacente è molto importante conoscere pure i cibi che non aiutano affatto ad accendere il desiderio. In questo novero è possibile includere gli alimenti fritti, la carne rossa, ma anche l’alcol, che rallentano la digestione e provocano sonnolenza, due situazioni non certo amiche dei momenti hot sotto le lenzuola.

Malattie della bocca tra cari e tumori , cosa rischia

Le malattie della bocca riguardano tantissime persone in tutto il mondo. Numeri alla mano, si parla di circa 3,5 miliardi di individui.

Questo problema di portata globale vede in primo piano la carie non curata. Particolarmente a rischio risultano i bambini che vivono nei Paesi più poveri del mondo, gli anziani e chi, sia per motivi economici sia per via della lontananza rispetto ai luoghi deputati alla cura, ha poco accesso ai servizi di salute orale.

A sottolineare questa grave situazione è la rivista scientifica The Lancet, che ha dedicato alle patologie della bocca un numero speciale, tra le cui pagine viene fatto presente il fatto che il quadro è destinato a peggiorare. A contribuire a questo aggravamento sono soprattutto tre fattori: il tabagismo, l’eccessivo consumo di alcol e l’alimentazione caratterizzata da un alto apporto di carboidrati.

Curato dagli esperti della University College London, lo speciale di The Lancet lancia l’allarme anche per quanto riguarda i numeri della malattia parodontale e del cancro alle labbra, per non parlare dei tumori che colpiscono il cavo orale. Questo quadro, come già detto destinato a peggiorare, ha delle notevoli ripercussioni sia sui bilanci degli individui e delle famiglie, sia sulle casse dei Servizi Sanitari Nazionali.

Come sottolineato dagli autori di The Lancet Series on Oral Health, un primo passo per arginare la situazione dovrebbe vedere in primo piano l’impegno finalizzato a garantire a sempre più persone l’accesso alle cure dentali. Ricordano inoltre l’importanza di considerare la salute orale esattamente come quella del resto del fisico.

Il Dottor Richard Watt, principale firmatario dello speciale, ha posto l’accento sullo stato di crisi in cui versa il settore dell’odontoiatria. A suo dire, le attuali misure di salute pubblica non sarebbero assolutamente in grado di affrontare adeguatamente il problema delle malattie orali in aumento. Segnale preoccupante da questo punto di vista sarebbe l’impossibilità per milioni di persone di accedere alle cure dentistiche di base.

Secondo il Dottor Watt, la chiave per dare una svolta a questo quadro risiederebbe nel focus sulla prevenzione, che dovrebbe partire innanzitutto dalla moderazione nel consumo di zuccheri, tra le principali cause delle malattie della bocca.

Dieta metabolica del dott. Di Pasquale : bruci i grassi e ti tonifichi

La dieta metabolica del Dottor Mauro Di Pasquale è un regime alimentare che promette di favorire il miglioramento del tono muscolare e di aiutare a bruciare i grassi.

Il Dottor Di Pasquale, medico canadese in possesso anche di una laurea in scienze biologiche, ne ha delineato le principali caratteristiche nel suo libro La Dieta Metabolica. Questo volume, come afferma la descrizione, promette consigli su come perdere peso per non riacquistarlo più un futuro e su come tonificarsi.

Tornando alla dieta vera e propria, ricordiamo che si tratta di un regime di natura ipeproteica e iperlipidica. L’apporto di carboidrati è fortemente ridotto. La principale differenza rispetto alle altre diete iperproteiche riguarda il fatto di non fornire dei parametri specifici su quanto carboidrati assumere ogni giorno. Da questo punto di vista, la dieta metabolica del Dottor Di Pasquale lascia spazio all’autoregolazione, invitando chi la segue a consumare quella quantità di carboidrati necessaria a non rischiare cali di energia.

Il regime si divide in due fasi distinte. La prima, detta fase di prova, prevede un aumento delle quantità di lipidi e proteine nella dieta quotidiana. Ha una durata di 12 giorni e lo scopo di ottimizzare la capacità che l’organismo umano ha di bruciare i grassi. Durante questa fase, l’ideale sarebbe non superare i 30 grammi di carboidrati al giorno e dividere come segue gli altri principi nutritivi: 50% circa dell’apporto calorico quotidiano dai grassi, 30/40% dalle proteine.

La fase successiva è invece conosciuta come fase della dieta metabolica e dovrebbe durare per sempre. Si contraddistingue per 5 giorni della settimana all’insegna dello scarico dei carboidrati e per 2 giorni di ricarica, durante i quali è possibile dedicare ai carboidrati fino al 55% dell’apporto calorico quotidiano. Lo schema della dieta metabolica del Dottor Di Pasquale sottolinea il fatto che, nei due giorni di ricarica, i muscoli acquisiscono volume in quanto si riempiono di glicogeno (alla base di tutto c’è la risposta insulinica migliore).

Rassicura inoltre in merito agli aumenti di peso, facendo presente che si verificano per via della ritenzione idrica causata dall’assunzione di zuccheri. Ogni grammo di carboidrati porta infatti il corpo a incamerarne circa 3 di acqua. Il Dottor Di Pasquale afferma poi che, qualora ci si dovesse accorgere di avere la tendenza ad accumulare grasso durante il periodo di ricarica, il suddetto può essere diminuito e portato anche sotto alle 12 ore.

Questa dieta andrebbe iniziata solo dopo aver consultato il proprio medico curante e con in mano i risultati degli esami della glicemia a digiuno, dei livelli di colesterolo, della funzionalità tiroidea, di quella del fegato e del potassio ematico

I cani vedono i fantasmi

Guardano fisso al vuoto; abbaiano al nulla; guaiscono al niente; si fissano in un angolo della casa; si rifiutano di passare di fronte ad un punto della strada.

Questi sono tra i comportamenti proprio strani dei cani per cui si dice che i pelosi vedono e sentono i fantasmi.

Li vedono e li sentono veramente?

Per chi non crede ai fantasmi la risposta è ovviamente no. Se i fantasmi non esistono i cani non possono nè vederli nè sentirli.

Per chi crede che esistono e per chi ha il dubbio, la domanda è possibile.

Cerchiamo quindi di capire, i cani vedono e sentono veramente i fantasmi?

Invitiamo ad andare oltre la prima risposta che potrebbe tentare di mandarci a quel paese e chiudere tutto.

La prima risposta è che non sappiamo se i cani vedono i fantasmi o no. Non c’è modo di provarlo.

La questione però non si chiude qui, da cui l’invito a continuare a leggere.

Alcuni esperti cinofili spiegano il fenomeno dei comportamenti misteriosi dei cani con quello che definiscono il loro sesto senso, che non si differenzia molto da quello degli umani se non che i cani non cercano di razionalizzare le sensazioni e agiscono in base a quello che sentono.

Altri studiosi si soffermano invece sulle capacità sensoriali dei cani, alcune veramente straordinarie (olfatto e udito), molto più sviluppate di quelle degli umani.

Comportamenti ai nostri occhi misteriosi, come abbaiare o ringhiare al vuoto, si potrebbero spiegare con il loro sentire, e reagire, a cose – odori, suoni, vibrazioni, cambi di pressione, etc. etc. – di cui noi non ci rendiamo conto.

In altre parole, se fissano, ringhiano, guaiscono o abbaiano a quello che per gli umani è il nulla non vuol dire che lo sia effettivamente.

Il grande Stanley Coren aggiunge altri elementi che possono aiutare a spiegare i comportamenti misteriosi dei cani. Ricorda ad esempio che sono molto sensibili a quelli che definisce eventi visivi inattesi, ad esempio le ombre, e ad essi reagiscono con la preoccupazione che genera l’imprevisto.

In conclusione, i cani vedono veramente i fantasmi?

Certo è che i cani sentono (non solo in termini di udito) molto più di noi umani; se quello a cui reagiscono siano fantasmi o qualcosa di altro però ad ora è impossibile da dire.

Dieta in menopausa : sgonfi la pancia e combatti le vampate

La dieta in menopausa ricopre un ruolo molto importante. Facendo attenzione a quello che si mangia, è infatti possibile sgonfiare la pancia e combattere effetti collaterali fastidiosi come le vampate.

Essenziale è innanzitutto mettere in tavola alimenti in grado di mantenere in salute la struttura ossea. Fondamentale a tal proposito è l’apporto di calcio, ma anche quello di magnesio, silicio e boro.

Da non dimenticare è anche il ruolo delle vitamine, in particolare della vitamina A, della vitamina C, della vitamina K e soprattutto della D, senza la quale il nostro organismo non è in grado di assorbire il calcio.

Come ricordato dalla Dottoressa Sara Farnetti, specialista in medicina interna ed esperta in nutrizione funzionale, per assumere questi principi nutritivi è bene mettere nel piatto cibi come il melograno, il kiwi, l’arancia, le carote, il melone. Consigliato è anche l’apporto di broccoli e uova e l’utilizzo di olio d’oliva, importante per via della vitamina E.

Ribadiamo la centralità del calcio, facendo presente che per assumerlo non è necessario esagerare con i latticini. Questo minerale si può infatti trovare anche nei cavoli, nei broccoli, nelle cime di rapa, negli edamame, nella rucola, nei fichi e nelle sardine.

Per quel che concerne i cibi da evitare nella dieta in menopausa, l’attenzione deve concentrarsi sugli alimenti che sottraggono calcio alle ossa e che interferiscono con la funzionalità delle cellule che hanno il compito di rinnovare il tessuto osseo.

Chi vuole scongiurare i problemi da questi punti di vista dovrebbe innanzitutto diminuire il consumo di caffeina, che favorisce l’eliminazione del calcio tramite le urine.

Per quanto riguarda il consumo di alcolici, non bisogna esagerare in nessun senso. Troppi comportano un maggior rischio di osteoporosi. Anche eliminarli totalmente non vale la pena, dal momento che un bicchiere di vino ogni tanto aiuta a migliorare l’apporto di sostanze antiossidanti.

Importante è usare moderazione pure nel consumo di patate, di insaccati e di sale. Da mettere al bando sono invece le bibite gassate (anche non zuccherate) che, in virtù della presenza di acido fosforico, comportano danni alle riserve di calcio.

Un altro consiglio da mettere in pratica il prima possibile riguarda l’addio alle sigarette. La nicotina interferisce infatti con la funzionalità degli osteoblasti, le cellule che hanno il ruolo di rinnovare i tessuti ossei.

In generale, per mangiare in maniera strategica in menopausa aiuta molto la scelta di alimenti caratterizzati dalla presenza di estrogeni vegetali, ormoni fondamentali per controllare sintomi come le vampate.

Per ottimizzarne l’apporto, è consigliabile mettere in tavola soia e derivati della soia, tofu, semi di lino, cereali integrali (la pasta integrale è un ottimo primo per la cena in quanto, grazie al suo contenuto di triptofano, aiuta a contrastare l’insonnia).

I fitoestrogeni sono contenuti anche nella salvia – che andrebbe consumata se possibile a ogni pasto – e nella carne di pollo. Da ricordare sono infine i benefici della curcuma, caratterizzata da una forte azione antiossidante e in grado di aiutare la prevenzione del tumore al seno.

I cambiamenti alimentari della dieta in menopausa devono essere messi in atto dopo aver consultato il proprio medico curante e dopo aver eseguito tutti gli esami prescritti per indagare la salute ossea e i dosaggi ormonali.

10 segreti perdi-peso che funzionano davvero

Perdere peso in maniera salutare e senza troppi sacrifici? La palestra da sola non è sufficiente: è scientificamente provato che per dimagrire occorre rimodulare anche la dieta.

Ma serve davvero poco per fare pace con la bilancia senza essere schiava delle grammature o delle calorie: basta mettere in pratica delle semplici regole. Un esempio? Preferire la colazione proteica alla classica italiana “dolce e calda”, una strategia che ti consentirà di tenere la fame sotto controllo per tutta la giornata. Iniziare i pasti con una verdura amara per tenere a bada la glicemia e la produzione di insulina. E poi non far mancare alcuni super foods dalla dimostrata azione dimagrante come il tè verde o l’aceto di mele. E senza badare alle quantità! Tieni a mente queste 10 semplici regole e noterai subito la differenza.

1 Fai cinque pasti al giorno e non saltare mai la colazione, lo spuntino della mattina, il pranzo, la merenda e la cena. Mangiare ogni 2 ore circa scongiura il rischio di arrivare affamata ai pasti principali, condizione che porterebbe a mangiare di più, e permette di mantenere stabili i valori della glicemia nel sangue. La glicemia è un parametro importante da tenere in considerazione quando si vuole perdere peso poiché a essa è associata la produzione di insulina, considerato l’ormone dell’accumulo di grasso e di peso corporeo.

2 Preferisci la una colazione proteica a quella a base di cappuccino e brioche o biscotti. Un menu a base di yogurt o latte (sia vaccino sia vegetale) o uova o salumi magri, accompagnati da una fettina di pane tostato o 2 gallette di riso più una manciata di frutta secca, secondo molto nutrizionisti, rappresenta un’ottima scelta in quanto può aiutare a spingere gli adipociti, le cellule adipose, a scaricare l’eccesso di grassi accumulati al loro interno e a perdere peso. In più, il primo pasto, se ricco di proteine, mette un freno al tuo appetito per l’intera giornata.

3 Il consiglio in più? Posticipa la colazione di 90 minuti. Secondo quanto riferito sul Journal of Nutritional Sciences, ritardare l’ora della colazione – e anticipare quella della cena di 90 minuti – anche senza fare una dieta particolarmente restrittiva, in 10 settimane farebbe perdere il doppio del grasso corporeo rispetto a chi non segue questi accorgimenti basati sull’orario dei pasti. Gli scienziati, infatti, hanno visto che restringere il tempo in cui si è liberi di mangiare durante il giorno si associa anche a una riduzione complessiva del cibo consumato.

4 Negli spuntini, via libera agli snack vegetali, anche se lavori fuori casa. Prendi l’abitudine di tenere sempre in borsa finocchi, sedano o carote o un frutto già puliti e conservati in sacchetti per alimenti. Oppure sorseggia un ottimo centrifugato a base di verdura e frutta.

5 Inizia sempre il pranzo e la cena con una buona porzione di verdure amare: radicchio, cicoria, rucola, ravanelli eccetera fanno bene e aiutano a dimagrire. Il gusto amaro è considerato, infatti, un inibitore dell’appetito. Inoltre, i polifenoli e le altre molecole contenute in questi vegetali possono contribuire a sviluppare la sensazione di sazietà e dunque a mangiare di meno durante il resto del pasto.

6 Non far mai mancare una dose sufficiente di acqua durante la giornata. I minerali presenti (come calcio e potassio) contrastano gonfiori e ritenzione idrica e rimineralizzano l’organismo. Per migliorare la digestione e limitare l’assorbimento del glucosio contenuto negli alimenti a base di carboidrati, bevine due bicchieri prima dei pasti prima della verdura cruda. Non scendere mai sotto il litro e mezzo o due litri al giorno.

7 Per raggiungere questa quantità, puoi assumere l’acqua anche attraverso infusi e tisane. Quelli a base di tè verde sono considerati dal mondo scientifico un vero e proprio toccasana per l’intestino che potrebbe aiutare a lottare contro l’obesità. A sostegno di questa ipotesi ci sono numerosi studi. In particolare, secondo una ricerca condotta dalla Università statale dell’Ohio e pubblicata sul Journal of Nutritional Biochemistry, il tè verde incoraggerebbe la crescita di buoni batteri intestinali, portando a una serie di benefici che riducono significativamente il rischio di obesità. La dose ideale secondo gli esperti? 10 tazze al giorno.

8 Anche l’aceto di mele pare che abbia delle qualità portentose nella perdita di peso. Subito dopo cena, concediti una bevanda ottenuta con due cucchiaini di aceto di mele e un cucchiaino di miele disciolti in un bicchiere di acqua. È utile per riequilibrare gli eccessi di acidità e alcalinità, contribuendo a riportare il nostro organismo a una condizione di equilibrio metabolico. La pectina contenuta nell’aceto di mele, in più, assicura una corretta funzionalità intestinale. Tra i vari tipi, scegli quello pastorizzato, che ostacola maggiormente i batteri putrefattivi, responsabili della disfunzione intestinale e delle coliti.

9 Durante il giorno, poi, non perdere mai l’occasione di respirare profondamente all’aria aperta. L’ossigeno, infatti, è considerato il più potente brucia grassi: pensa che per ossidare un solo grammo di grasso occorrono circa 3 litri di ossigeno. Per aumentare la sua introduzione, oltre alla respirazione, prendi l’abitudine di mescolare l’acqua con un cucchiaio prima di berla in modo da ossigenarla e potenziare, così, le sue già preziose virtù!

10 Infine, trascorri del tempo al sole per fare un pieno di Vitamina D. Gli studi hanno dimostrato che bassi valori di questa vitamina sono associati a un aumento del colesterolo e dell’obesità. E allora cosa fare? Stare al sole almeno un’ora al giorno per ricaricarsi di preziosa vitamina D, la regina del sistema immunitario, la vitamina che dà il tono e la vitalità energetica.